Un valido aiuto no profit contro l'abuso di alcol


Alcol

 
 
 
 
 
 
 

Alcol e letteratura.

La cultura della "generazione perduta", la beat generation e quanto altro insomma, citero tutti o quasi quelli che, oltre ad usare la penna per scrivere, hanno usufruito di un vettore disinibente come può essere l' alcol per esternare le proprie sensazioni.

Premetto che quello che sto facendo è frutto della mia mente malata e mi assumo tutte le responsabilità.
Mi è stato chiesto di produrre un lavoro scritto, come elaborato finale in un corso di sensibilizzazione ai problemi alcol - correlati, il mio inconscio mi ha subito portato a pensare ai miti che, in qualche modo hanno contribuito a farmi diventare alcolizzato.

Ciò è successo perché, privo di qualsiasi informazione, di qualsiasi guida e soprattutto perché non riuscivo a farmi la "Morosa", durante la metà degli anni Settanta cominciai a dedicarmi alla lettura disordinata d' opere scritte da autori che in seguito avrebbero avuto una forte influenza sulla mia vita.

Sono stato subito affascinato dal movimento letterario statunitense nato negli anni Cinquanta attorno ad un gruppo di giovani scrittori, i cui maggiori esponenti furono, Kerouac, Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti
Ai primi due si devono le opere più famose prodotte dal movimento: rispettivamente, il romanzo Sulla strada (1957) e il poemetto Urlo (1956).
Il conio dell 'espressione Beat Generation è rivendicato da Kerouac, che la introdusse nel corso di un 'intervista del 1948 per descrivere la propria "generazione battuta" e che una decina d' anni dopo, la reinterpretò dandole il significato di "generazione beata".
Il movimento si presentava come momento di rottura non soltanto sul piano letterario, ma anche rispetto alla contemporanea società dei consumi, con i suoi soffocanti valori convenzionali borghesi.
Nello stile di vita, il desiderio di ribellione si manifestava attraverso la scelta di un 'esistenza
Vagabonda sulle strade e sui treni d' America e attraverso la libertà sessuale, la vita comunitaria e la ricerca d' illuminazioni nelle religioni e filosofie orientali (soprattutto il buddismo zen) o nell 'abuso d' alcol e droga.
Sul piano letterario la ricerca si orientò da una parte verso la poesia mistica di William Blake e i toni biblici di Walt Whitman, come pure verso tradizioni orientali (l'haiku giapponese), e dall'altra verso i ritmi e le qualità d' improvvisazione del jazz.

Io vivevo in una piccola cittadina dell'Oltrepò Pavese, avevo ben poco da ricercare, ho provato ad andare per funghi ma, non so riconoscere quelli buoni dai velenosi.
Cosa potevo fare per diventare uno di loro?
Il jazz è troppo difficile da imparare a suonare, di scrivere non se ne parlava nemmeno visto i risultati scolastici, non mi restava altro che l' alcol.
Da qui nacque il mio piccolo sogno anarchico di esternare la mia anima. Pensai che l' alcol in qualche modo potesse sganciare il mio cervello dalle leggi morali o intellettuali che le persone con cui io avevo rapporti avevano, cercavo un mezzo estremo che mi potesse condurre nella ricerca disperata di un nuovo valore morale beh, forse volevo soltanto farmi la "Morosa".

Cercavo, attraverso l' alcol di liberare la mia mente da tutto quello che gli altri ci avevano messo dentro anche a costo di impazzire per colpa dell 'alcol. A quel tempo preferivo un simile rischio piuttosto che affrontare una vita collettiva, comunitaria e passiva senza un senso e senza un valore. Volevo anch 'io vedere il volto di Dio. Una volta compreso che non sarei riuscito ad arrivare oltre il primo incrocio, svani il mio sogno del "viaggio" inteso come conoscenza, cambiai autori.


ERNEST MILLER HEMINGWAY: una vita spesa per dimostrare a se stesso di essere un fallito.

Autore che parla di fiumi, della pesca, della sua terra, nei racconti parla della sua infanzia, di sole, torrenti, montagne, mare: la natura era la sua vera passione. Reporter narratore scrive ricamando sulle proprie emozioni.
Era un grande egoista e degli altri, tutto sommato, non gliene importava niente. Per tutta la vita ha girato attorno a se stesso, in contemplazione di se stesso: i suoi personaggi erano le sue sole creature perché erano suoi cloni, maschi e femmine.
Non era in buonafede, poiché l' istinto a mentire, abbellire o drammatizzare, era forte. Era un istrione, vanitoso e capriccioso, si sentiva perennemente frustrato anche dal fatto di non essere "coraggioso" in modo estremo. Partecipava alla guerra, amava le corride, descriveva toreri, scene cruente, la caccia grossa, la morte ma sempre da spettatore: lo attiravano, ma sapeva d' essere troppo intelligente, troppo razionale, anche troppo vigliacco per passare all 'azione vera e propria.
Inseguiva la morte, ma era anche un atteggiamento, perché faceva "tendenza". Era un pigro che voleva sempre essere in un luogo diverso da quello in cui si trovava, ma non è che il continuo viaggiare lo placasse. Era psicologicamente instabile, con qualche mania di persecuzione, aggravata da vizi vari attraverso i quali tentava di colmare i vuoti, di superare le incertezze e lo scontento cronico; che derivavano anche dall 'amore-odio nei confronti delle donne e dall 'attrazione che esercitava su di lui l' omosessualità, anche come timore recondito (aoh!!!, per caso non è che mi sto de scrivendo?).
Se si fosse preso un po' meno sul serio nel suo ruolo d' esponente della "generazione perduta", il mondo avrebbe avuto lo stesso un grande scrittore, perché la stoffa c' era, e lui sarebbe vissuto più serenamente. In fondo amava la vita, ma provava un gusto sovrumano a complicarsela.
La frequenza ad un Club di alcolisti in trattamento lo avrebbe sicuramente aiutato ma, all 'epoca non erano ancora stati creati.
Nonostante tutto, Hemingway attorno agli anni 40' era molto di moda assieme a Malraux, Orwell, Huxley, John Dos Passos, Ezra Pound tutta gente che bazzicava la Parigi dei bei tempi. Poco dopo sarebbe scoppiata la guerra di Spagna e il tentativo d' espansione Nazista.

Ecco che i filosofi cominciano a prendere il sopravvento sugli scrittori, fanno la loro comparsa sulla scena i vari Sartre e Heidegger ma nello stesso tempo cominciò ad affermarsi uno scrittore di nome Henry Miller.
Miller riuscì a descrivere la carcassa e la carogna di una civiltà in sfacelo rappresentata dalle sue città squallide e tentacolari, della vuotaggine della vita meccanizzata. L' utilizzo d' elementi come l' alcol e soprattutto il sesso, per descrivere la miseria umana lo fece diventare un capo spirituale anche per gli scrittori sopra citati della Beat Generation.

Nel frattempo, io continuavo a bere smodatamente nel tentativo di capirci qualcosa…

Esauriti i volumi disponibili di quest 'artista e genio, mi recai ancora una volta in libreria. Ormai mi ero reso conto d' avere una dipendenza dall 'alcol quindi ero deciso a comprare un qualche volumetto che trattasse l' argomento, magari, avrei trovato utili consigli su come poter smettere di bere. Siccome prima di entrare nel negozio ero passato dal bar, la mia vista non era delle migliori, acquistai un volume dove in copertina vi era raffigurato un uomo con in mano, una bottiglia.

Il libro s' intitolava"Sotto il vulcano", stupendo peccato che l' autore, Malcolm Lowry nato in Inghilterra nel 1909 morì nel 1957 durante un attacco d' etilismo.

Ero veramente confuso, possibile che solo Topolino non fosse alcolizzato?

Passai ai "romanzi gialli" sicuro che in questa schiera di scrittori l' uso di sostanze psicotrope fosse limitato.
Cambiai persino libreria, non volevo essere condizionato nella scelta del libro che avrei letto. Entusiasta del buon proposito mi recai in un bar per festeggiare, mi sbronzai e comprai tutta la collana di libri scritti da Raymond Chandler.

Chandler nasce nel 1888 a Chicago, il periodo della "grande depressione" economica lo indirizza verso la sua vocazione di scrittore. Nel 1939 esce il suo primo romanzo "Il grande sonno" in cui fa la comparsa la figura di Philip Marlowe, investigatore privato solitario e romantico, malinconico e soprattutto grande bevitore, nel quale lo scrittore ed io c'identifichiamo. Purtroppo Chandler si ammala in seguito al consumo d' alcol, dopo la morte della moglie tenta il suicidio. E' l' inizio di numerosi soggiorni in cliniche private nel vano tentativo di disintossicarsi dall 'alcol e dalla droga. Muore nel 1959, prima di terminare The Poodle Spring Story.
Il reparto d' alcologia della clinica del lavoro a Pavia diretto dal dott. Vittadini non era ancora in funzione, peccato.
Per un certo periodo restai lontano dalle librerie, frequentavo i bar e le bettole di provincia, mi sentivo solo ed incompreso. Avevo bisogno di un compagno di sbronze, uno che beve con te e non ti chiede perché lo fai. Non avevo grandi capacità relazionali quindi ancora una volta caddi nel vortice della letteratura e guarda caso trovai in una bancarella a prezzo scontato un libro dal titolo "Compagno di sbronze " l' autore è Charles Bukowski, il genio che per anni mi ha salvato dal suicidio. Finalmente potevo bere in santa pace, non provavo più sensi di colpa, l' effetto rebound del dopo sbornia era mitigato dalla lettura delle sue opere.

Charles Bukowski nacque in Germania nel 1920, ma visse in America dall 'età di tre anni fino alla morte, avvenuta nel marzo del 1994. Pubblicò giovanissimo il suo primo racconto, ma fu talmente amareggiato dall' infinita serie di rifiuti che seguirono da
divenire alcolista. Fu solo negli anni settanta che ottenne il vero successo, diventando un autore di culto, il leggendario cattivo ragazzo della letteratura.

Spero che tutti questi grandi scrittori che ho provato a citare non si rivoltino nella tomba, in fondo, la cosa che mi sarebbe piaciuta chiedere a loro è: se fossero stati disponibili a farmi da familiare sostitutivo in un club di alcolisti in
trattamento.

Ringrazio tutti i docenti del corso per il modo in cui si sono resi disponibili a dare informazione, pur non essendo un addetto ai lavori ho trovato tantissimi argomenti validi e strumenti per affrontare con maggior sicurezza il mio cammino lungo la via della guarigione. Ora ho la certezza che le persone che si dedicano con sacrificio al divulgare un modo ecologico- sociale di affrontare la vita lo fanno perché ne sono veramente convinte e soprattutto non hanno preconcetti, non creano barriere di nessun tipo e sanno rendere comprensibile a tutti (meno gli psicologi) che le cose che sembrano insuperabili in fondo non lo sono.
Grazie di cuore.
Voghera 25/05/00

Elaborato in conclusione del corso di sensibilizzazione all 'approccio ecologico-sociale ai problemi alcol correlati e complessi.

Centro servizi volontariato Pavia, Voghera Centro sociale 22/27 maggio 2000

Obre©

CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO

COSA SONO I CLUB

l club degli alcolisti in trattamento è un'associazione privata costituita da un gruppo di famiglie con problemi alcol-correlati.
Il club dunque è una comunità multifamiliare.

Il Club degli alcolisti in trattamento è un'associazione che non ha scopi di lucro, ma persegue scopi sociali.

Il club è una grande famiglia dove il rispetto delle storie e delle esperienze personali è "sacro " quanto discusso nel club non esce dal club.

Le " Medicine " del club sono: la solidarietà, l'amicizia, l'amore e la condivisione.

CHI PUÒ RIVOLGERSI Ai C.A.T.?

Tutti coloro che sono interessati ad affrontare e risolvere un problema legato all'alcol, possono rivolgersi al Club degli Alcolisti in Trattamento.

Il Club accoglie persone che hanno difficoltà con il proprio bere, ma anche familiari, amici, parenti, vicini di casa, colleghi di lavoro di persone con problemi alcol-correlati, che possono rivolgersi ai Club degli Alcolisti in Trattamento avviando un progetto per affrontare e risolvere efficacemente tali difficoltà.


CHE COSA SONO I PROBLEMI ALCOLCORRELATI ?

Sono tutti quei problemi provocati dall'uso d'alcol.
La persona che beve alcolici, o il suo nucleo familiare, possono andare incontro a varie difficoltà e sofferenze come ad es. problemi fisici (incidenti stradali, infortuni sul lavoro o nell'ambiente domestico, danni agli organi interni), o problemi psicologici (irritabilità o eccessiva euforia, difficoltà di concentrazione nello studio e nel lavoro) oppure problemi sociali (mancanza di tranquillità in famiglia, difficoltà economiche, assenze dal lavoro, aggressività).
I problemi legati all'alcol rappresentano per l'Italia una delle principali cause di morte e di sofferenza.

Info:
A.C.A.T. PAVIA
Piazza Crosione, 20
27100 Pavia
Pres./Ref.: Giulia Riccardi
Via Cardano, 1 - 27100 Pavia
Tel. 0382/ 23.489
A.C.A.T. OLTREPO' PAVESE
Via Marconi, 17
27049 Stradella (Pv)
Pres./Ref.: Elisabetta Mauri
Via Vallescuropasso - 27040 Cigognola (Pv)
Tel. 0385/ 56.067

info@aicat.net

Problemi alcocorrelati club alcolisti in trattamento  Poggi Sergio...
 

Come posso sapere se io o qualcuno a me prossimo ha problemi con l'alcol?


Un buon punto di partenza è rispondere al breve questionario riportato di seguito, sviluppato dal Dr. John Ewing e chiamato CAGE, acronimo delle parole chiave in inglese contenute in ciascuna domanda.


• Hai mai avvertito la necessità di ridurre (Cut down) il tuo bere?
• Ti senti contrariato (Annoyed) se la gente critica il tuo bere?
• Ti sei mai sentito addolorato o colpevole (Guilty) per il tuo bere?
• Hai mai bevuto al mattino come prima cosa (Eye opener) allo scopo di calmare i tuoi nervi o per liberarti dei postumi di una sbornia?


Un solo "sì" suggerisce un possibile problema con l'alcol. Più di un "sì" significa che è altamente probabile che il problema esista. Se ritieni che tu o qualcuno che tu conosci possa avere un problema alcol-correlato, è importante vedere un dottore o un altro operatore sanitario immediatamente, in modo che possa stabilire se esiste un problema col bere e nel caso suggerire il miglior percorso da seguire.


Farmaci per il trattamento dell'alcolismo


Di derivazione comportamentista sono le tecniche "avversative", che si propongono l'estinzione dell'abitudine alcolica attraverso meccanismi di decondizionamento.
Nell'esperienza dell'alcolista in trattamento con sostanze avversative l'introduzione di alcol viene associata con il brusco affiorare di sintomi soggettivi sgradevoli. Nel passato veniva impiegata l'apomorfina, che, iniettata, induce nausea e vomito.
Il disulfiram [Antabuse, Etiltox], interferisce con il processo di degradazione dell'alcol, determinando la produzione di acetaldeide. Se il paziente in trattamento con disulfiram ingerisce quantità anche modiche di bevande alcoliche si determina una sintomatologia caratterizzata da iperemia cutanea (soprattutto al volto), tachicardia, nausea, vomito, cefalea, malessere generalizzato; nei casi più gravi si arriva al collasso cardiocircolatorio. La terapia con disulfiram mira a creare un sentimento di avversione per le bevande alcoliche. Il farmaco viene somministrato per via orale, iniziando con 200 mg (per raggiungere poi il dosaggio di 400 mg/die); il paziente non deve aver assunto alcol da almeno 2 giorni.

Talora può essere opportuno far verificare al paziente, in presenza del medico e in ambiente ospedaliero, gli effetti dell'assunzione di alcolici. Si parla di prova del vino. Dopo circa dieci minuti compaiono gli effetti sopra ricordati.
Se il paziente rivela una sufficiente consapevolezza riguardo agli effetti della contemporanea assunzione di alcol e disulfiram e ha una capacità di trattenersi ma è incostante nell'assunzione, può essere indicato l'impianto sotiocute dì disulftram. L'impianto viene effettuato nella regione addominale e ha una durata d'azione di circa 3-5 mesi.
In alcuni paesi (Ucraina e Russia) il clinico ha a disposizione una nuova formulazione (iniettabile) facilmente accessibile. L'impianto sottucute richiede pur sempre l'intervento di un chirurgo, con tutte le implicazioni emotive e le difficoltà pratiche. La durata d'azione del disulfiram iniettabile è di 60 giorni.
Un altro farmaco che trova largo impiego nel trattamento dell'etilismo è l'acido gamma-idrossibutirrico o GBH Alcover]; esso riduce il craving, ossia il desiderio compulsivo che spinge la persona a ingerire bevande alcoliche.

La psicoanalisi ha presentato diverse spiegazioni etiologiche dell'alcoolismo.

FREUD vedeva per esempio nell'alcoolismo una regressione allo stadio orale per procurarsi piacere. Caratteristiche di questa fase sono la dipendenza dagli altri (come anche dalla sostanza consumata), l'immaturità, una tolleranza minima nei confronti della frustrazione e infine l'incapacità di rinviare un bisogno.

Un'altra spiegazione psicoanalitica vede in un disturbo della personalità la causa dell'alcoolismo. L'IO non riuscirebbe a svolgere il suo ruolo di mediatore tra l'ES, il SUPER-IO e la REALTÀ esterna. Questi conflitti fanno sorgere emozioni negative che il futuro tossicodipendente non può sopportare. La droga prende a suo carico le funzioni di un IO troppo debole. La droga è dunque il nuovo moderatore, la nuova istanza psichica, che permette al tossicodipendente di regolare i suoi conflitti interni ed esterni. Grazie alla droga, il dipendente è ora in grado di gestire il suo vissuto emozionale e le sue tensioni.

In un'altra visione psicoanalitica, il drogato vive impulsi ostili che non può accettare. L'abuso di droga è una forma di autopunizione per questi impulsi.

Infine sempre la psicoanalisi informa di come le droghe potrebbero avere una funzione di protezione nei confronti di avvenimenti ancora più drammatici, come per esempio una psicosi.

Associazioni di volontariato da contattare
che offrono, un valido supporto a chi,
soffre di problemi legati all'abuso di alcol:

Alcolisti Anonimi

Via di Torre Rossa, 5 - Roma

Tel 06-6636620

www.alcolisti-anonimi.it

E' l'associazione più anziana d'Italia risale al 1972, mutuata dalla più nota esperienza americana che ha 65 anni. E' presente in tutta Italia ed è suddivisa in 18 zone, circa 450 gruppi. Si fonda su una regola prima di tutto, l'anonimato dei partecipanti. Per frequentare le sedi di A.A basta volerlo, senza dichiarare nome o professione. Non costa nulla. Tutti gli esponenti dell'associazione sono ex alcolisti che garantiscono comprensione e solidarietà. Il programma si basa sulla teoria dei 12 passi che l'alcolista deve fare per riappropriarsi della vita. Non ci sono obblighi di frequenza e per un primo approccio basta la telefonata allo 06-6636620, il centralino di prima assistenza che risponde tutti i giorni.

Gruppi Familiari Al-Anon

Via Fantoli, 10

20123 Milano

02-58018230

http://www.al-anon.it

Chiunque condivida l'esistenza di un alcolista vive in uno stato di disagio, ansia e vergogna. I gruppi familiari che fiancheggiano Alcolisti Anonimi sono nati in Italia nel 1976 e hanno circa 400 gruppi sparsi su tutta la Penisola. Sono autonomi da Alcolisti Anonimi e possono essere frequentati da tutti coloro i quali hanno un parente o amico alcolista.

E' in funzione un centro d'ascolto che risponde allo 02-504779 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18.

Associazione La Promessa

Ente ausiliario Regionale, associazione per lo studio, la prevenzione e la cura dell'alcolismo e delle dipendenze.

Via Catone, 21

00192 Roma

Tel 06-39739106-46

www.romacivica.net/lapromessa

Nasce nel 1994 sotto forma di studio associato degli psicoterapeuti Fabrizio Fanella e Roberta Fedi per intervenire sul recupero degli alcolisti. Oggi si occupa anche degli altri disturbi compulsivi (droghe, farmaci e gioco d'azzardo). L'associazione si occupa di ricerca, prevenzione, formazione e trattamento. La filosofia di base è mutuata dal contatto con gli Alcolisti Anonimi e applica il metodo Minnesota, praticato con successo nei paesi anglosassoni. La terapia si basa su colloqui preliminari, 4 settimane intensive e 6 mesi di mantenimento. La percentuale di successo a un anno di distanza è del 70 per cento dei casi.

A.I.C.A.T Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento

Piazza de Marini, 3/75

Genova 16123

Tel 010-2469341 (mattina)

www.aicat.net

info@aicat.net

La realtà associativa dei 2289 Club diffusi in tutte le regioni si fonda sui principi di aiuto ispirati dal professor Vladimir Hudolin, membro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità morto nel 1996.

I Club sono composti al massimo da 12 famiglie, attualmente ce ne sono 20.000 in trattamento. Si riuniscono una volta a settimana sotto gli occhi di un servitore-insegnante, le riunioni hanno regole ferree ma semplici, non fumare, iniziare e finire puntuali, frequentare regolarmente usando riservatezza sui temi trattati. Non sono previsti osservatori esterni, e l'efficacia dei trattamenti è stimata attorno al 70-75 per cento dei casi.

Numeri Utili per contattare A.I.C.A.T

•VALLE D'AOSTA:
presidente Giuseppe Pastoret
loc. La Barmaz 17, 11010 Rhème St. George (AO) cell. 347-3169121
per Aosta Marinella Boscariol, via Saint Martin de Corléans 51, 11100 Aosta
tel. 0165-262900 cell. 339-8290846 e-mail marinella.bosc@libero.it

•PIEMONTE:
presidente Beppe Rinaldi
cell. 347-4419737 e-mail beppe.rinaldi1@inwind.it
segreteria Via Angelo Menzio 2, 10023 Chieri (To) tel/fax 011-9425118

•LOMBARDIA:
presidente Nadia Guarnaroli
corso Europa 6, 23801 Calolziocorte (LC) cell. 333-1397659 guarnaroli.nadia@libero.it
segreteria Via Borgo Palazzo 130, 24125 Bergamo, tel. 035-231323

•LIGURIA:
presidente Marino Bertuletti
cell. 335-230105
segreteria Via Carlo Varese 2, 16143 Genova tel./fax 010-503110 e-mail arcatliguria@libero.it

•EMILIA-ROMAGNA:
presidente Giancarla Mazzoni
tel. 0547-645132
segreteria Via Galimberti 75, Quartiere Ravennate, 47023 Cesena (FO)
tel/.fax 0547-632801 e-mail arcat.em-rom@libero.it

•TRENTINO:
presidente Guido Dellagiacoma
e-mail guidode@cr-surfing.net
segreteria Via Sighele 5, 38100 Trento tel./fax 0461-914451 e-mail apcat_trentino@libero.it

•ALTO ADIGE:
presidente Paolo Pedevilla
Giogo 31, 39030 S. Martino in Badia (BZ)
tel./fax 0474-523187 e-mail info@dipendenza.it

•FRIULI-VENEZIA GIULIA:
presidente Fernando Marson
cell. 335-5700550
segreteria presso Casa dell'Immacolata, via Chisimaio 40, 33100 Udine
tel. 0432-542101 fax 0432-405301 e-mail arcatfvg@inwind.it

•VENETO:
presidente Flaviana Conforto
e-mail viamere@libero.it
segreteria Via Castellana 2, 31100 Treviso
tel./fax 0422-433547 / 0422-265552 e-mail arcatve@libero.it

•TOSCANA:
presidente Giuseppe Interlandi
Via Paganichino 64, 53034 Colle val d'Elsa (SI)
tel. 0577-959387 e-mail interlandimauro@jumpy.it
per Firenze e-mail webmaster@arcattoscana.org

•MARCHE:
presidente Franco Tibolla
via Vasco de Gama, 90/c, Civitanova, tel. 0733-812179
segretaria Paola Petrelli, via C. Battisti 26, Civitanova, tel. 0733-818825 cell. 348-7225255
e-mail p.petrelli@tin.it

•ABRUZZI:
presidente Suor Odilia d'Avella
segreteria Via dei Frentani 447/a, 66100 Chieti, tel. 0871-361170 fax 0871-362797
e-mail ilsentiero96@tin.it

•MOLISE:
Presidente Enrichetta Chiacchiari
tel. 0865-441212
anche presso SerT Campobasso, via Ugo Petrella 1, 86100 Campobasso, tel. 0874-90712

•UMBRIA:
presidente Myriam Moresco
via Toiano 16, 05036 Narni Scalo (TN) tel. 0744-737933, fax 0744-754585 e-mail lucabtt@tiscali.it
per Perugia Renato Garofoli cell. 347-5389101


•ARCAT LAZIO:
presidente Stefano Rossetti

segreteria via del Casaletto 400, 00100 Roma tel./fax 06-6537727 e-mail arcatlazio@ceaproma.it

•APCAT LATINA E CASTELLI:
segreteria tel. 0773-403050 e-mail nicolaforgione@tiscalinet.it

•CAMPANIA:
presidente Prisco Palumbo
segreteria Via Torrione 4/c, 84123 Salerno
tel. 089-792800 fax 089-2750056 e-mail arcatcampania@gruppologos.com

•PUGLIA:
presidente Maria Antonia Papapietro
e-mail marant.e@libero.it
segreteria Via Perrone 19, tel. 080-5237547, 70123 Bari

•BASILICATA:
presidente Francesco Viggiano
tel. 0835-548147 e-mail francesco.viggiano@bernalda.net

•CALABRIA:
presidente Franco Montesano
via Caroprese 16, 88100 Catanzaro tel./fax 0967-25168, e-mail montesanosert@interfree.it

•SICILIA:
presidente Agatina Nicosia
via Etnea 493, 95100 Catania, tel. 095-435478, e-mail agatanicosia@virgilio.it

•SARDEGNA:
presidente Salvatore Mele
via Oggiano 18, 08100 Nuoro, tel. 0784-232038 e-mail toremele@libero.it

(se avete altre info utili o variazioni d'indirizzi inviatemele sarò lieto di pubblicarle Sergio)

Aliseo Associazione di lotta all'alcolismo

Via Giolitti, 21/A

Torino

Tel 011-8142721

www.arpnet.it/abele/accogl_aliseo.htm

abele_aliseo@libero.it

Fa parte del Gruppo Abele e nasce nel 1987 come realtà di accoglienza, trattamenti, ricerca e informazione sull'alcolismo. Si occupa di persone e non alcolisti tout-court

Puntando al riequilibrio delle persone con problemi la famiglia e il contesto sociale. Dal 1992 gestisce una comunità in una cascina nel comune di Roletto che funziona come comunità diurna. In un anno si rivolgono a Aliseo circa 3500 persone (30% donne), in un anno sono state seguite 250 persone.

Non esitate a contattare una di queste associazzioni, la mia esperienza nei C.A.T è servita a migliorare la mia vita e soprattutto quella di chi mi sta/va vicino e che ancora adesso mi vuole bene, il merito è di quelle persone che con grande spirito di sacrificio si sono rese disponibili a fare da servitore nei club e ai famigliari che partecipano alle riunioni settimanali. Non vergognatevi della vostra malattia o di qualcuno a cui volete veramente bene che purtroppo da solo non riesce a chiedere aiuto... A volte basta una telefonata, l'alcol si può dominare credetemi.

Attenzione!!! tutti i farmaci sopracitati devono essere assunti sotto stretto controllo medico.

 

I NUMERI DELL’ALCOL
Consumi
In Italia il primo bicchiere viene consumato a 11-12 anni;
l’età più bassa nell’Unione Europea
(media EU 14,5 anni). Sulla base dei dati ISTAT2, il 75 %
degli italiani consuma alcol (l’87 % dei maschi, il 63 % delle donne).
Sono 3 milioni i bevitori a rischio ed
1 milione gli alcolisti; 817.000 giovani
di età inferiore ai 17 anni
hanno consumato nel 2000 bevande alcoliche
e circa 400.000 eccedono nei consumi alcolici.
Il 7 % dei giovani dichiara
di ubriacarsi almeno 3 volte a settimana ed è in costante crescita il
numero di adolescenti che consuma alcol (birra, alcolpops e superalcolici) fuori dai pasti
(+103 % nel periodo 1995-2000
tra le 14-17enni).
Gli astemi sono in costante diminuzione, rappresentado il 25% della popolazione.

COME AGISCE L’ALCOL SULL’ORGANISMO?


L’alcol viene assorbito per il 20% dallo stomaco e per il restante 80% dalla
prima parte dell’intestino.
Se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido.
L’alcol assorbito passa nel sangue e dal sangue al fegato, che ha il
compito di distruggerlo. Finché il fegato non ne ha completato la
“digestione”, l’alcol continua a circolare diffondendosi nei vari organi. In
alcuni individui, in alcune razze e nelle donne l’efficienza di questo sistema
è molto ridotta, risultando più vulnerabili agli effetti dell’alcol.
Circa il 90-98% dell’alcol ingerito viene rimosso dal fegato. Il restante 2-10%
viene eliminato attraverso l’urina, le feci, il respiro, il latte materno, le lacrime,
il sudore, la traspirazione.
La velocità con cui il fegato rimuove l’alcol dal sangue varia da individuo a
individuo, è circa 1 bicchiere tipo di bevanda alcolica all’ora.

IN QUALI CONDIZIONI E’ RACCOMANDABILE NON BERE


Ci sono situazioni in cui è raccomandata l’astensione completa dal consumo
di bevande alcoliche:
• Se si ha meno di 16 anni di età
• Se è stata programmata una gravidanza
• Se si è in gravidanza o si sta allattando
• Se si assumono farmaci
• Se si soffre di una patologia acuta o cronica
• Se si è alcolisti
• Se si hanno o si sono avuti altri tipi di dipendenza
• Se si è a digiuno o lontano dai pasti
• Se ci si deve recare al lavoro o durante l’attività lavorativa
• Se si deve guidare un veicolo o usare un macchinario

SFATIAMO I LUOGHI COMUNI


L’alcol aiuta la digestione.
Non è vero! La rallenta e determina un alterato svuotamento dello
stomaco.
Il vino fa buon sangue.
Non è vero! Il consumo di alcol può essere responsabile di varie forme
di anemia e di un aumento dei grassi presenti nel sangue.
Le bevande alcoliche sono dissetanti.
Non è vero! Disidratano: l’alcol richiede una maggior quantità di acqua
per il suo metabolismo in quanto provoca un blocco dell’ormone
antidiuretico, quindi fa urinare di più aumentando la sensazione di sete.
L’alcol dà calore.
Non è vero! In realtà la dilatazione dei vasi sanguigni di cui è
responsabile produce soltanto una momentanea e ingannevole
sensazione di calore in superficie che, in breve, comporta un ulteriore
raffreddamento del corpo e aumenta il rischio di assideramento, se fa
freddo e si è in un ambiente non riscaldato o all’aperto.
L’alcol aiuta a riprendersi da uno shock.
Non è vero! Provoca la dilatazione dei capillari e determina un diminuito
afflusso di sangue agli organi interni, soprattutto al cervello.
L’alcol dà forza.
Non è vero! L’alcol è un sedativo e produce soltanto una diminuzione del
senso di affaticamento e della percezione del dolore. Inoltre solo una
parte delle calorie fornite dall’alcol possono essere utilizzate per il lavoro
muscolare.

L’alcol rende sicuri.
Non è vero! L’alcol disinibisce, eccita e aumenta il senso di
socializzazione anche nelle persone più timide salvo poi, superata tale
fase di euforia iniziale, agire come un potente depressivo del sistema
nervoso centrale
. È inoltre da sottolineare che la “sicurezza” non vigile e
senza il pieno controllo del comportamento si accompagna ad una
diminuzione della percezione del rischio e delle sensazioni di dolore
rendendo più vulnerabile l’individuo alle conseguenze di gesti o
comportamenti potenzialmente dannosi verso sé stessi e verso gli altri.
La birra “fa latte”.
Non è vero! In realtà la donna non ha bisogno di birra per produrre latte,
ma soltanto di liquidi: acqua, succhi di frutta e cibi nutrienti. L’alcol che la
donna beve passa nel latte materno e viene assunto dal bambino. E’ bene
ricordare inoltre che durante la gravidanza l’alcol assunto passa nel
liquido amniotico con possibili conseguenze nella normale crescita del
feto che alla nascita può risultare affetto da una grave malattia nota come
sindrome feto-alcolica.
L’alcol è una sostanza che protegge.
Non è vero! Anche se alcune evidenze mostrano che minime quantità di
alcol possono contribuire nei soggetti adulti e di sesso maschile a ridurre
il rischio di mortalità cardiovascolare, è bene ricordare che alle stesse
quantità consumate corrisponde un aumento del rischio di cirrosi epatica,
alcuni tumori, patologie cerebrovascolari, incidenti sul lavoro, stradali e
domestici. In ogni caso, un individuo che non beve non deve essere
sollecitato a bere al fine di prevenire una patologia, senza essere
informato adeguatamente dei rischi che il consumo di bevande alcoliche,
anche in minime quantità, comporta.
Per prevenire le patologie cardiovascolari è molto più efficace ridurre il
peso, non fumare, incrementare l’attività fisica, ridurre il consumo di sale
e dei grassi alimentari e fare uso di farmaci appropriati.
L’alcol non è un farmaco e come tale non può essere oggetto di
prescrizione medica.

QUANDO SI DEVE SMETTERE DI BERE


Alcune circostanze o condizioni possono essere d’aiuto per identificare le
situazioni in cui smettere di bere è necessario e costituisce la scelta
migliore per la propria salute.


Si deve smettere:


• se si hanno vuoti di memoria o frequenti dimenticanze
• se ci si sente soli o depressi
• se si bevono alcolici appena svegli
• se la mattina si hanno tremori dopo aver bevuto la sera
• se si è provato disagio o senso di colpa a causa del bere
• se si è stati oggetto di critiche per il proprio bere
• se qualcuno ci ha fatto rilevare la necessità di smettere o ridurre di bere

 

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